«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

lunedì 4 agosto 2014

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Le passioni della nuova Eva

Ho sempre avuto due passioni: il denaro e il sesso. Talvolta in quest’ordine, talvolta in ordine inverso, oppure senza un vero e proprio ordine. Continuamente, entrambi hanno condizionato la mia vita, concedendomi poche possibilità di cambiare e ancor oggi, lo devo ammettere, non ho mai smesso di amare il denaro, e il sesso che me lo faceva guadagnare.

Mi capita spesso di avere questi pensieri; mi vengono, di solito mentre mi guardo allo specchio, prima di uscire da casa, e ogni volta penso alle stesse cose. Tanto che la mia immagine riflessa credo si sia ormai annoiata di me, e di quest’aria da stronza che ho sempre avuto.

lunedì 28 luglio 2014

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Certi uomini… certe donne

Avevo un cliente. Abitava a Monza e lo incontravo ogni settimana. Nonostante non fossi proprio a buon mercato, veniva con me perché sapeva che non prendevo appuntamenti tutti i giorni e forse, per questo, sbagliando, mi considerava un po' meno puttana delle altre.

mercoledì 23 luglio 2014

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L'amore

E' strano, ma è soprattutto quando sono lontana da casa, da sola, in una situazione che invoglierebbe alla trasgressione, alla libertà, e alla ricerca dell'avventura pura e semplice che, invece, penso all’amore. Penso a quell’alchimia che ci lega un'altra persona, fino a farla diventare la più importante nella nostra vita, e se esista un segreto per arrivare a incontrare l'anima gemella; qualcuno che si accorga di noi non per ciò che mostriamo esteriormente (perché quello, si sa, è il modo più semplice per farsi una bella scopata e nient'altro), ma che riesca a guardarci dentro in quel certo modo. Sì, proprio in quel modo lì… quello che ogni mattina, per il resto della vita, ci porterà a dire: “Sei tu”.

domenica 13 luglio 2014

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La festa

Non mi sono mai piaciute le feste tra ex compagni di scuola. Non ho mai sopportato quelle che riguardavano me, figuriamoci quelle degli altri. Pero’, non so per quale motivo, Klaudia riesce sempre a coinvolgermi nelle sue cose, costringendomi talvolta a fare anche cio’ che realmente detesto.

lunedì 16 giugno 2014

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Un’ottima annata

Non so se avete presente il film di Ridley Scott “Un’ottima annata” con Russell Crowe. Ebbene, ogni volta che mi capita di rivederlo, inevitabilmente, mi ricordo di quando ogni anno, a giugno, trascorrevo un paio di settimane nel sud della Francia, nella casa di un cliente circondata da vigneti profumati; una villa molto simile a quella dov’e’ stato girato il film.

giovedì 12 giugno 2014

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Csókok

Mi piacciono i baci. “E a chi non piacciono?”, direte voi. Pero’ non avete idea di quanta gente ci sia in giro totalmente incapace di dare un bacio decente. Non che esista un metodo preciso, ma se decido di baciare qualcuno, significa che ho voglia di entrare un po’ nella sua anima. Anzi, per l’esattezza: voglio che mi si entri dentro.

Insomma, non e’ facile da spiegare, neppure per una che di baci ne ha dati e ricevuti a decine di migliaia, ma il fatto e’ che col bacio voglio rendere la persona partecipe della mia intimita’. Lo scambio di saliva e’ un gesto molto, molto, intimo, ancor piu’ che far sesso nel modo piu’ spudorato.

sabato 17 maggio 2014

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Tradimento o adulterio?

La parola tradimento, per indicare che un coniuge, un partner o un compagno ha o ha avuto una relazione al di fuori del rapporto intimo che si stabilisce tra due persone, viene usata spesso impropriamente. Il tradimento ha, infatti, un significato molto piu’ ampio di quello limitato esclusivamente alla sfera coniugale, e si verifica in genere quando viene disattesa una fiducia incondizionata. Tuttavia, quando la gente parla di tradimento, lo intende quasi sempre come infrazione al patto di reciproca fedelta’ all’interno della coppia, ma tale comportamento dovrebbe essere definito piu’ correttamente col termine adulterio.

domenica 27 aprile 2014

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Come essere indiscutibilmente noiosi e molesti su Facebook

E’ stato proprio a Pasqua. Mi stavo godendo la giornata quando ho avuto la malaugurata idea di accendere il computer ed entrare in Facebook. Fra le varie notizie ce n’era una di una persona che non avevo ancora valutato bene, essendo da poco entrata nella lista delle mie “amicizie”, ma che da cio’ che stavo leggendo ho immediatamente classificato come “particolarmente noiosa”.

domenica 6 aprile 2014

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Az utolsó tündér - L’ultima fata - Parte IV

Quella notte non chiusi occhio. La passai interamente a chiedermi se dovevo accettare i soldi invece di buttarli via come in modo sciagurato avevo fatto. Sapevo bene, perche’ Anikó me lo aveva raccontato un’infinita’ di volte, che fare sesso per soldi non era cosi’ tremendo; l’anima non e’ fatta di carne, e quella nessuno puo’ portarcela via, ma per me sarebbe stata comunque la prima volta e solo l’idea di fare quel passo mi spaventava. Sarei stata davvero capace di farmi toccare, baciare, e farmi penetrare da uno sconosciuto?

domenica 23 marzo 2014

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Az utolsó tündér - L’ultima fata - Parte III

Di uomini, ancora, non ne avevo conosciuti molti. Il piu’ intimo, fino ad allora, era stato Rezsö, ma non lo consideravo il mio ragazzo. Era troppo dolce e con lui, a volte, avevo avuto l’impressione che, se solo avessi voluto, avrei potuto persino sbranarlo. A quel punto lui sarebbe morto, ed io avrei pianto.

L’uomo che immaginavo per me, invece, doveva essere diverso; qualcuno che avesse potuto tenermi in pugno, insegnarmi, guidarmi, e allo stesso tempo prendersi cura di me. A quei tempi non avevo ancora capito niente della vita, della liberta’, dei rapporti paritari fra uomini e donne, della stima, del rispetto e dell’amore come fonte di immensa gioia. Ero solo curiosa e assetata di avventura.

martedì 18 marzo 2014

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Casino Royale

Ieri, parlando del piu’ e del meno, e' venuto fuori per caso Dostoevskij, e questo mi ha fatto tornare in mente “Il giocatore”, e un'antica discussione con un'amica di tantissimo tempo fa, in cui si parlava di uomini e li si paragonava, appunto, a dei giocatori. Dicevamo che agli uomini piace azzardare con le donne, pero' ci sono quelli che vorrebbero sempre vincere. Mentre si sa che quando si gioca, e si rischia, e' facilissimo anche perdere.

Il contesto di quella discussione era diverso; eravamo due giovani e belle ragazze, ancora piene di vita, esuberanti, in cerca di avventura e, ovviamente, di uomini facoltosi amanti del "gioco". Perche' il gioco e' uno sfizio, non una necessita'; esattamente come uno sfizio eravamo noi per gli uomini.

domenica 16 marzo 2014

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Az utolsó tündér - L’ultima fata - Parte II

Il posto si chiamava “Az Állatkert”, e mi pagavano per dar spettacolo muovendo il mio corpo. La postazione era una specie di gabbia. Cio’ che dovevo fare era danzare piu' sinuosa e sensuale che potevo, fasciata in un costume che raffigurava un animale. Me ne avevano forniti diversi, di costumi, attillati, che mi fasciavano tutta, lasciando pero' scoperte le parti anatomiche piu’ attraenti per gli uomini. Ne avevo uno zebrato, uno con le piume, e uno che era simile alla pelle di un serpente. Ma quello che preferivo era da felino: tigrato o leopardato.

venerdì 14 marzo 2014

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Az utolsó tündér - L’ultima fata - Parte I

Quando ho ricevuto la prima proposta indecente avevo appena diciassette anni, e da tutti mi facevo chiamare Tündér. Ovviamente Tündér non e’ mai stato il mio nome, e’ sempre stato solo un soprannome, ma nel piccolo paese nel quale sono nata mi hanno sempre chiamata cosi’, fin da quando ero piccolissima a causa della passione smisurata che avevo per le fiabe.

mercoledì 12 marzo 2014

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L’altra faccia della medaglia

Non sara' un post facile da scrivere, questo, ma e’ necessario; l'onesta’ intellettuale me lo impone. Proprio in questi giorni in cui si parla tanto di parita’ di genere, di sessismo, e di violenza fisica e verbale sulle donne, non possiamo solo vedere la faccia della medaglia che piu’ ci e’ congeniale, quella che avvalora le nostre argomentazioni, e ignorare completamente l’altra, che nonostante tutto e’ ben presente, anche se difficilmente chi appartiene al genere femminile ama parlarne: le donne non sono le uniche vittime di abusi e violenze. Anche gli uomini ne sono soggetti, esattamente allo stesso modo.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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