«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

domenica 6 aprile 2014

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Az utolsó tündér - L’ultima fata - Parte IV

Quella notte non chiusi occhio. La passai interamente a chiedermi se dovevo accettare i soldi invece di buttarli via come in modo sciagurato avevo fatto. Sapevo bene, perche’ Anikó me lo aveva raccontato un’infinita’ di volte, che fare sesso per soldi non era cosi’ tremendo; l’anima non e’ fatta di carne, e quella nessuno puo’ portarcela via, ma per me sarebbe stata comunque la prima volta e solo l’idea di fare quel passo mi spaventava. Sarei stata davvero capace di farmi toccare, baciare, e farmi penetrare da uno sconosciuto?

domenica 23 marzo 2014

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Az utolsó tündér - L’ultima fata - Parte III

Di uomini, ancora, non ne avevo conosciuti molti. Il piu’ intimo, fino ad allora, era stato Rezsö, ma non lo consideravo il mio ragazzo. Era troppo dolce e con lui, a volte, avevo avuto l’impressione che, se solo avessi voluto, avrei potuto persino sbranarlo. A quel punto lui sarebbe morto, ed io avrei pianto.

L’uomo che immaginavo per me, invece, doveva essere diverso; qualcuno che avesse potuto tenermi in pugno, insegnarmi, guidarmi, e allo stesso tempo prendersi cura di me. A quei tempi non avevo ancora capito niente della vita, della liberta’, dei rapporti paritari fra uomini e donne, della stima, del rispetto e dell’amore come fonte di immensa gioia. Ero solo curiosa e assetata di avventura.

martedì 18 marzo 2014

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Casino Royale

Ieri, parlando del piu’ e del meno, e' venuto fuori per caso Dostoevskij, e questo mi ha fatto tornare in mente “Il giocatore”, e un'antica discussione con un'amica di tantissimo tempo fa, in cui si parlava di uomini e li si paragonava, appunto, a dei giocatori. Dicevamo che agli uomini piace azzardare con le donne, pero' ci sono quelli che vorrebbero sempre vincere. Mentre si sa che quando si gioca, e si rischia, e' facilissimo anche perdere.

Il contesto di quella discussione era diverso; eravamo due giovani e belle ragazze, ancora piene di vita, esuberanti, in cerca di avventura e, ovviamente, di uomini facoltosi amanti del "gioco". Perche' il gioco e' uno sfizio, non una necessita'; esattamente come uno sfizio eravamo noi per gli uomini.

domenica 16 marzo 2014

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Az utolsó tündér - L’ultima fata - Parte II

Il posto si chiamava “Az Állatkert”, e mi pagavano per dar spettacolo muovendo il mio corpo. La postazione era una specie di gabbia. Cio’ che dovevo fare era danzare piu' sinuosa e sensuale che potevo, fasciata in un costume che raffigurava un animale. Me ne avevano forniti diversi, di costumi, attillati, che mi fasciavano tutta, lasciando pero' scoperte le parti anatomiche piu’ attraenti per gli uomini. Ne avevo uno zebrato, uno con le piume, e uno che era simile alla pelle di un serpente. Ma quello che preferivo era da felino: tigrato o leopardato.

venerdì 14 marzo 2014

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Az utolsó tündér - L’ultima fata - Parte I

Quando ho ricevuto la prima proposta indecente avevo appena diciassette anni, e da tutti mi facevo chiamare Tündér. Ovviamente Tündér non e’ mai stato il mio nome, e’ sempre stato solo un soprannome, ma nel piccolo paese nel quale sono nata mi hanno sempre chiamata cosi’, fin da quando ero piccolissima a causa della passione smisurata che avevo per le fiabe.

mercoledì 12 marzo 2014

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L’altra faccia della medaglia

Non sara' un post facile da scrivere, questo, ma e’ necessario; l'onesta’ intellettuale me lo impone. Proprio in questi giorni in cui si parla tanto di parita’ di genere, di sessismo, e di violenza fisica e verbale sulle donne, non possiamo solo vedere la faccia della medaglia che piu’ ci e’ congeniale, quella che avvalora le nostre argomentazioni, e ignorare completamente l’altra, che nonostante tutto e’ ben presente, anche se difficilmente chi appartiene al genere femminile ama parlarne: le donne non sono le uniche vittime di abusi e violenze. Anche gli uomini ne sono soggetti, esattamente allo stesso modo.

martedì 25 febbraio 2014

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Il coraggio di essere se' stesse

Ieri, un’amica, mi ha detto qualcosa che mi ha fatto riflettere. Mi ha detto: "A volte con le tue posizioni radicali ed estremiste potresti demoralizzare quelle persone che hanno invece bisogno di rassicurazione, di qualcosa che dia loro fiducia e forza e cosi’, occasionalmente e senza volerlo, potresti addirittura nuocere alla causa per la quale ti stai battendo.”

E’ una cosa che so bene: credo sia difficile, se non addirittura inconcepibile, per una donna che non abbia l’opportunita’ di vivere una condizione in cui non sia costantemente umiliata, maltrattata, resa succube da un sistema patriarcale, relazionarsi con me, il mio stile di vita, i miei punti di vista, i miei pensieri, e l’atteggiamento oltremodo sfacciato che ho nei confronti di molti argomenti.

sabato 15 febbraio 2014

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L’uomo che vorrei essere

Tante volte ho pensato a come potrebbe essere la mia vita se fossi uomo, e spesso mi capita di immaginarlo. Cosi’ gioco con la fantasia e mi identifico coi miei partner, cercando di comprendere cosa desiderino realmente, quali sensazioni provino, quali pensieri frullino nei loro cervelli, al di la’ di quello che dicono, perche’ io so che con le parole non si riesce a esprimere veramente cio’ che si prova. Il mio orientamento sessuale, comunque, non lascia dubbi. Percio’ si potrebbe pensare che questo mio desidero derivi dal fatto che, poiche’ mi piacciono anche le donne, con loro vorrei provare le sensazioni che prova un uomo, ma non e’ cosi’. E non si tratta neppure di sessismo; e’ solo curiosita’. Niente altro. E’ questo il vero motivo per cui, nella mia prossima vita, nel caso ce ne sia una (cosa che dubito), vorrei essere un uomo, ma non un uomo qualsiasi…

giovedì 6 febbraio 2014

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Részletek

Era quando giocavamo a scacchi che Stepan amava stuzzicarmi. Ero la sua Galatea e a lui piaceva tanto fare il Pigmalione. Ciononostante devo confessare che ancor oggi gli sono grata. Considerato da dove arrivavo e le prospettive che avrei avuto se non lo avessi seguito, forse senza di lui e cio’ che da lui ho imparato, non sarei qui a raccontarvi di me.

domenica 2 febbraio 2014

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Sakk

Con la solita imperturbabilita’, Stepan fece la sua mossa: torre bianca in a8. “Matto!” Poi sorrise cercando di evitare il mio sguardo. Ebbi un moto di stizza, e come sempre mi alzai dalla sedia voltandogli le spalle, allontanandomi in direzione della finestra, cercando di mitigare il bruciore della sconfitta.

"Quante volte ti ho detto che con il nero non devi cercare la vittoria? Il bianco ha un vantaggio ed e’ il nero che deve annullare quel vantaggio portando la partita in stallo". Il suo tono era pacato, ma proprio in quello stava la grande forza che avevano le sue parole. Nessuna inflessione che potesse farmi intuire la voglia di rimproverarmi. Ma era proprio con quel tono, calmo e deciso, che riusciva a tagliare la scorza del mio orgoglio ancora acerbo, e a penetrare in profondita’.

sabato 1 febbraio 2014

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Dieci domande ad una escort

- Prostituzione: libera scelta o sfruttamento?

Devo innanzi tutto precisare che non esercito più da alcuni anni, per cui moltissime cose potrebbero essere cambiate nel frattempo. Oltre a ciò non vivo più neppure Italia. Detto questo, bisogna separare nettamente fra chi la prostituzione la svolge liberamente e chi, invece, è costretta a farlo. Non in entrambi i casi le implicazioni etiche coincidono. Quelle che scelgono liberamente di esercitare senza altri obblighi, se non la loro esigenza di denaro che è presente in ogni professione, lo fanno quando vogliono e soprattutto fino a quando decidono smettere. Non hanno padroni o lenoni alle spalle. Nel secondo caso, invece, non si parla più di prostitute, ma di vittime attirate con l’inganno e spesso segregate o ricattate da organizzazioni criminali, quindi delle vere e proprie schiave. Confondere le due cose può essere fuorviante e creare pregiudizi e stereotipi.

domenica 26 gennaio 2014

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Perche’ non saro’ mai una vera femminista

Nei giorni scorsi non mi sono mancate le critiche perche’ ho dichiarato di essere attenta, in modo quasi maniacale, all’estetica, e per aver affermato che non c’e’ niente di male se una donna, rassicurata dal proprio aspetto fisico, palesa un atteggiamento provocante e seduttivo nei confronti degli uomini, cogliendo appagamento solo per il fatto di essere ammirata. Mi hanno detto che se la penso cosi’ e’ impossibile che abbia idee progressiste riguardo alla parita’ di genere e che, anzi, proponendo di assecondare i desideri maschili, sarei addirittura in contrasto con quei principi e quei valori che appartengono al femminismo.

martedì 21 gennaio 2014

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La risposta alla domanda

Quanta importanza diamo agli ideali, e quanta ne diamo invece all'apparenza? O e’ forse la sostanza a comandare il gioco del nostro vivere? Quante volte mi sento combattuta e non so decidere che ordine dare alle cose, in quanto non mi e’ chiaro quali siano le priorita'; perche' l'una esclude l'altra. Rinunciare agli ideali? Rinunciare all'apparenza? Rinunciare alla sostanza?

giovedì 16 gennaio 2014

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La strada della escort

“Sei molto in gamba mia cara ad essere riuscita ad uscire dall'effetto "droga" che il mondo dell’escortismo da’. Io che l’ho fatto in modo molto soft, ma per diversi anni, interrompendo per vivere le mie love story, poi alla fine ho sempre avuto il desiderio di compiacermi nel desiderio altrui e di farmi pagare, e con un lavoro part-time come escort guadagnavo, come sai, benino. Ero giovane e bella e non c era la crisi. Adesso ho 40 anni e sono decisamente merce in saldo, ma in me la pulsione esiste ancora. Nel frattempo non ho trovato un lavoro regolare appagante pur essendo laureata; mi sono laureata con molto ritardo e lavorando come escort per pagarmi gli studi. E’ bello sapere che qualcuna ce l’ha fatta a riprendersi la vita e a dire un no secco e a smettere. Hai un carattere forte e tanta determinazione”.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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